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Napoli, Round #3

Anche questa volta il giochino è riuscito. Sono sull’IC verso la fine del mondo la Calabria con un carico illegale di sfogliatelle della pasticceria Scaturchio.

Anche questa volta sono partito alle 8:30 del mattino da Milano e, arrivato alle 13:30 ho lasciato la valigia in deposito e mi sono regalato 5 ore di Napoli prima di ripartire.

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La novità di questo giro è che, finalmente, sono riuscito a visitare la cappella di San Severo con la bellissima scultura del Cristo Velato, ma anche le statue attorno non scherzano,  e le affascinanti “macchine anatomiche”. Foto vietatissime, quindi vi tocca wikipediare.

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Quajò, vi prego, DECIDETEVI!

 

 

Poco prima mi ero sparato una pizza da Vesi. A questo giro c’è relativamente meno gente e riesco ad entrare e sedermi ma per ottimizzare i tempi mi propongono di condividere il tavolo con un’altra persona.

è così che faccio la conoscenza del sig. Giulio, un simpatico e cordiale napoletano che non si fa problemi a parlare dei c@$$1 suoi: da giovane ha vissuto in Canada per un po’, ha 3 figlie e dato che Pintauro è chiuso mi propone la pasticceria Scaturchio per le sfogliatelle.
“Non sarà mica quella che in vetrina ha un gigantesco Babà a forma di Vesuvio?”
“Si si proprio quella!”
Ah, lui è uno di quelli che crede che le macchine anatomiche siano autentiche.

Tutto il resto è come sempre divertimento nel girare e guardare.

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Mi sembra giusto, ma ai fachiri chi ci pensa?

Voglio spendere due righe sui caffè. A Napoli non lo chiedo mai lungo perché ho paura che la prendano male. La cosa sorprendente è che lo fanno così forte che ha effetto pure su di me, che ne sono assuefatto. Immancabili la macchina con la pompa manuale, la tazzina preriscaldata che ti ustiona la mano quando la prendi e le labbra quando lo bevi, infine il bicchiere d’acqua, che non è un bicchierino ma un bicchiere vero e proprio.

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Quiz: chi è il signore in bianco sul balcone? (A: Il commesso della friggitoria Jamm’Ja’. B: Il Dott. A. Sciortino, medico dentista. C: Sempre il Dott. Sciortino che nel tempo perso tra un’otturazione e un ponte frigge un paio di Cuoppi)

 

 

Ultima gradita sorpresa della giornata è stato Palazzo Zevallos Stigliano in Via Toledo con la sua galleria d’arte. Oggi l’ingresso era gratuito ed erano esposti alcuni quadri di Picasso.

 

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E io che credevo che Picasso non sapesse disegnare.

 
Al prossimo giro pensò che sarà la volta del Vomero…

 

 

 

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Immersione

La situazione è questa: sono in immersione.
Deve essere molto profondo oppure è una notturna perchè è buio pesto.

Il fascio della torcia illumina una superficie piana, è lo scafo di una nave adagiata sul fianco.
Le lettere bianche che formano il nome della nave quasi brillando sulla lamiera coperta da un tappeto scuro di alghe.

Tutto a un tratto realizzo che c’è qualcosa di strano. Non sono fuori della nave ma dentro! Quello che sto illuminando è in realtà un tavolo che si trova all’interno in una cabina chiusa.

Rimanendo in sospensione sopra il tavolo comincio a guardarmi intorno e grazie alla torcia trovo il portello di uscita, lo apro girando la manovella.

Fuori intravedo il corridoio illuminato da una luce gialla.
C’è una persona in piedi, sta leggendo qualcosa da una bacheca ma all’improvviso spuntano alle sue spalle due militari, credo cinesi, in uniforme verde che lo rimproverano severamente ricordandogli che non è consentito leggere gli avvisi sulle bacheche.
Uno sta fumando una sigaretta.

Improvvisamente mi trovo seduto nella stessa stanza dove pochi istanti prima galleggiavo, vogliono interrogarci.
Mentre con un piede tengo fermo una strana creatura strisciante dall’aspetto poco rassicurante mi rivolgo all’umanoide seduto di fianco a me e gli dico sorridendo:
“Mah! Hai visto che roba? Un attimo prima ero in immersione e di colpo sono qui seduto, di questi tempi nemmeno i sogni sono credibili!”…

Abbiamo trasmesso la prima puntata del radiodramma: “Cena a base di melanzane fritte e peperoni”