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O Beppe, where art thou?

Ieri notte ho sognato che stavo cercando Beppe, il mio amico libraio scomparso da un paio di settimane (e questa purtroppo è realtà).

Tutto ad un tratto mi accorgo che la persona che mi sta aiutando nella ricerca è Beppe in persona.

Ci sarebbero altri dettagli onirici, tipo una ragazza con degli occhi senza pupilla dal colore verde ‘lime’… ma lasciamo stare.

O Beppe where art thou?

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Smisurato sogno

Devo andare a Roma con la mia Ford, devo accompagnare due persone: Matteo Renzi e sua moglie.
Io sono già seduto al posto di guida, Matteo apre la portiera, tira la leva del sedile (ho una Fiesta tre porte) e si accomoda dietro.
La moglie si siede di fianco a me e subito sposta il sedile in avanti, smisuratamente in avanti, al punto da ritrovarsi rannicchiata contro il cruscotto.
Io le faccio notare come non sia necessario, anche se siamo dentro una utilitaria dietro il passeggero è comodo.
Con molta naturalezza lei mi risponde che deve far spazio all’ego smisurato del marito.
Ci allacciano le cinture di sicurezza, in effetti quella di Matteo non aderisce al corpo ma rimane sospesa in aria, come a cingere una enorme, ferraresca, massa invisibile che lo avvolge.

Partiamo…


Immersione

La situazione è questa: sono in immersione.
Deve essere molto profondo oppure è una notturna perchè è buio pesto.

Il fascio della torcia illumina una superficie piana, è lo scafo di una nave adagiata sul fianco.
Le lettere bianche che formano il nome della nave quasi brillando sulla lamiera coperta da un tappeto scuro di alghe.

Tutto a un tratto realizzo che c’è qualcosa di strano. Non sono fuori della nave ma dentro! Quello che sto illuminando è in realtà un tavolo che si trova all’interno in una cabina chiusa.

Rimanendo in sospensione sopra il tavolo comincio a guardarmi intorno e grazie alla torcia trovo il portello di uscita, lo apro girando la manovella.

Fuori intravedo il corridoio illuminato da una luce gialla.
C’è una persona in piedi, sta leggendo qualcosa da una bacheca ma all’improvviso spuntano alle sue spalle due militari, credo cinesi, in uniforme verde che lo rimproverano severamente ricordandogli che non è consentito leggere gli avvisi sulle bacheche.
Uno sta fumando una sigaretta.

Improvvisamente mi trovo seduto nella stessa stanza dove pochi istanti prima galleggiavo, vogliono interrogarci.
Mentre con un piede tengo fermo una strana creatura strisciante dall’aspetto poco rassicurante mi rivolgo all’umanoide seduto di fianco a me e gli dico sorridendo:
“Mah! Hai visto che roba? Un attimo prima ero in immersione e di colpo sono qui seduto, di questi tempi nemmeno i sogni sono credibili!”…

Abbiamo trasmesso la prima puntata del radiodramma: “Cena a base di melanzane fritte e peperoni”